Non è mai successo, in modo così plateale, che un’automobile fosse tutt’altro che divisiva, come qualcuno sostiene. La Ferrari Luce non è affatto divisiva, perchè è semplicemente una NON Ferrari, oltrechè l’incarnazione di un concetto già superato, nato vecchio, surclassato dai cinesi della Xiaomi.
A Maranello, mesi fa, girava una Xiaomi, il che fa già sorridere così, perchè tutto è lecito aspettarsi, meno che lasciare il bastone del comando a produttori cinesi, senza alcuna protezione per i mercati occidentali, dopo che gli occidentali gli hanno insegnato a distinguere un’automobile da un triciclo a pedali.
Eravamo, quindi, di fronte all’evidenza di un’inferiorità di Maranello, rispetto a oscuri produttori di un Paese dittatoriale? O era solo curiosità?

Una Ferrari a obsolescenza programmata?
Tutto, nella Ferrari Luce, fa pensare alla capacità di resistere al tempo in modo tutt’altro che efficace. Eccesso di elettronica, chiavi-display, difficili da immaginare ancora in funzione, anche solo nel 2056. Tutto fa pensare a ciò che è: un giocattolo per ricchi della Dubai che fu, per gente incapace di riconoscere il Bello, pronta ad esibire un orologio elettrodomestico, al posto di un Piaget.
A cosa serve, questa bagarre verso il vuoto? Come reagiranno, le borse, nei prossimi giorni?

Per concludere, la Luce è il riassunto di stilemi già incontrati Vent’anni fa, in un qualsiasi corso dello IED e in tante altre occasioni, ma la sua colpa non è quella di non innovare, fingendo e raccontando di farlo, o non è soltanto quella. La cosa drammatica, in tutto questo, è che il Design sia stato affidato a un collettivo come “Love from”, nome meno evocativo del Merdolino di Alessi, coordinato da persone che Steve Jobs aveva ingaggiato per rincorrere lo stile di Bellini e di tutto ciò che rappresentasse la purezza del Made in Italy.
Una contraddizione dietro l’altra, quindi. Ma dalla (mala)gestione Elkann, come giustamente ha fatto notare Calenda, c’è da aspettarsi di tutto. Persino una querela a questa pagina, perchè non c’è giornalista che non abbia detto che la Luce è da capire, che la Luce rompe col passato, che la Luce è bella perchè lo hanno invitato alla presentazione, e per un blogger è un punto di arrivo. Siamo veramente piombati in un’epoca buia, e ringrazio di non essere stato invitato. Poi, chissà come mai, c’ero. Ma sotto forma di Stealth, intesa come Dodge. Ancora avanti, rispetto a questo catafalco che si fregia di un cavallino che non merita, nemmeno come prototipo scolastico.
Enzo Bollani





